Che cos'è lo SROI e come si legge un indice SROI?
Lo SROI — Social Return On Investment — è il rapporto fra il valore sociale generato da un'attività e le risorse investite per realizzarla, espresso in forma monetaria. Si legge come un moltiplicatore: un indice di 3,2 significa che a ogni euro investito corrispondono 3,20 euro di benefici stimati per gli stakeholder.
La differenza con l'impatto economico è netta e vale la pena fissarla subito. L'impatto economico misura il denaro che si muove: pernottamenti, coperti, acquisti, la spesa che senza l'evento non ci sarebbe stata. Lo SROI misura il cambiamento nella vita delle persone e poi gli attribuisce un valore monetario tramite proxy — un prezzo di sostituzione per qualcosa che un prezzo non ce l'ha. Sono due domande diverse e due documenti diversi: per la prima, vedi come calcolare l'impatto economico di un evento.
Da qui discende l'avvertenza che regge tutto il resto della pagina: un indice SROI è una stima, non un dato contabile. Due analisti onesti, sullo stesso festival, possono arrivare a due indici diversi scegliendo proxy diverse. Questo non lo rende inutile — lo rende un documento che va presentato con il metodo in chiaro, non con il solo numero finale in copertina.
Come si calcola lo SROI di un festival?
In sei passaggi. I primi tre servono a capire cosa è successo davvero, il quarto a monetizzarlo, il quinto a togliere quello che non ti spetta, il sesto a rendere il risultato difendibile.
- Definisci il campo d'analisi e identifica gli stakeholder: pubblico, residenti, artisti, volontari, esercenti, ente finanziatore. Chi non coinvolgi non esiste nell'analisi.
- Mappa i cambiamenti: cosa è cambiato per ciascuno di loro, compresi gli effetti negativi e quelli che non avevi previsto.
- Metti in relazione input e output: quante risorse sono entrate, quali risultati concreti ne sono usciti.
- Attribuisci un valore finanziario agli outcome, dichiarando la proxy usata per ognuno.
- Correggi: sottrai il deadweight (ciò che sarebbe successo comunque, senza il tuo evento) e il displacement (ciò che hai spostato da un'altra parte invece di crearlo).
- Condividi e verifica i risultati con gli stakeholder, idealmente con una validazione indipendente.
Il quinto passaggio è quello che separa un'analisi seria da un depliant. Se il tuo festival ha portato in piazza duemila persone che altrimenti sarebbero andate al cinema in centro, non hai creato duemila persone di partecipazione culturale: ne hai spostate un po'. È la stessa logica dell'addizionalità che regge la rendicontazione economica, applicata alla sfera sociale.
Il quarto è quello che richiede più onestà. Le proxy finanziarie sono scelte, non misure: dichiara quale hai usato, perché, e cosa succederebbe all'indice se ne usassi un'altra.
Quali sono i principi dello SROI?
Social Value International, l'organizzazione che mantiene lo standard, ne elenca otto. Vale la pena saperlo perché gran parte della letteratura in circolazione ne cita sette: l'ottavo, be responsive, è stato aggiunto come principio di gestione — non basta misurare, bisogna poi agire di conseguenza.
- Coinvolgere gli stakeholder: sono loro a dire cosa è cambiato, non tu al posto loro.
- Capire cosa cambia: articolare come nasce il cambiamento e sostenerlo con evidenze.
- Dare valore alle cose che contano: usare i valori degli stakeholder, non quelli di chi paga l'analisi.
- Includere solo ciò che è materiale: quanto basta a dare un quadro veritiero e corretto.
- Non sovrastimare: rivendicare solo il valore che deriva direttamente dalle tue attività.
- Essere trasparenti: mostrare su quale base l'analisi può considerarsi accurata e onesta.
- Verificare il risultato: prevedere una forma appropriata di validazione indipendente.
- Essere responsivi: usare quello che hai misurato per cambiare quello che fai.
Quasi tutti questi principi sono inviti alla misura, non all'ambizione. Il quinto — non sovrastimare — è quello su cui cadono più spesso gli studi deboli, ed è anche il più facile da controllare da fuori: se un indice SROI arriva accompagnato solo dal numero finale, senza proxy dichiarate né correzione per deadweight, il numero non è verificabile. Vale per gli studi che leggi e per quello che eventualmente commissionerai.
Un esempio italiano: il Festival Verdi di Parma
In Italia il riferimento più citato per un festival è il Festival Verdi, che riporta un indice SROI di 3,2: ogni 10 euro investiti hanno indotto benefici per gli stakeholder stimati in almeno 32 euro.
Il dato interessante non è il numero, però: è il percorso che c'è dietro. L'analisi nasce dal lavoro di rendicontazione della Fondazione Teatro Regio di Parma con l'Università di Parma, avviato nel 2017 con l'istituzione dell'Osservatorio permanente del Festival Verdi, ed è oggi parte del bilancio di sostenibilità della Fondazione. Un'università come partner metodologico, un osservatorio che raccoglie dati anno dopo anno, un documento pubblico: sono queste tre cose a rendere il 3,2 un numero che si può citare. La fonte consultata non specifica a quale annualità si riferisca l'indice.
Non copiare l'indice di un altro festival nel tuo report. Un moltiplicatore SROI non è trasferibile: dipende dagli stakeholder di quell'evento, dalle proxy scelte da chi ha fatto lo studio e dal contesto in cui è avvenuto. Citarlo come benchmark del proprio evento è esattamente il tipo di sovrastima che il quinto principio vieta.
Quando lo SROI non è lo strumento giusto
Spesso. Un'analisi SROI fatta come si deve richiede tempo, budget, il coinvolgimento reale degli stakeholder e competenze tecniche che quasi nessuna organizzazione di eventi ha in casa. Se non hai queste quattro cose, il risultato non sarà uno SROI: sarà un numero con l'aria di uno SROI.
Ci sono poi tre limiti che restano anche quando lo fai bene: la soggettività nella scelta delle proxy finanziarie, la difficoltà di distinguere l'impatto della tua attività da tutti gli altri fattori esterni, e il fatto che sintetizzare un fenomeno complesso in un singolo moltiplicatore fa perdere per strada quasi tutto ciò che quel moltiplicatore dovrebbe rappresentare.
La scelta pratica, allora:
- Il bando o l'ente chiede esplicitamente valutazione d'impatto sociale, e il contributo giustifica il costo dello studio → SROI, con un partner metodologico.
- Devi dimostrare ricadute economiche sul territorio → non SROI, ma un report di impatto territoriale per il comune.
- Devi solo rendicontare come hai speso il contributo → rendiconto economico, e lo SROI non c'entra.
- Vuoi cominciare a misurare la dimensione sociale senza commissionare nulla → parti dagli indicatori grezzi, senza monetizzarli.
Da dove partire senza commissionare uno studio
Un indice SROI credibile si costruisce su dati raccolti per anni, non su un questionario fatto in fretta la settimana dopo l'evento. Il modo sensato di iniziare è smettere di monetizzare e cominciare a contare: chi partecipa, chi torna, chi arriva per la prima volta, chi viene da fuori, chi non era mai entrato in contatto con quel tipo di proposta culturale. Sono i mattoni di qualsiasi valutazione sociale futura, e nel frattempo sono già di per sé raccontabili.
Solco raccoglie proprio questo strato: unifica biglietteria e scansioni in profili unici e deduplicati, distingue pubblico nuovo e di ritorno edizione dopo edizione, ricostruisce la provenienza. Ogni cifra porta il suo livello di affidabilità — garantito da Solco quando viene dalla biglietteria ufficiale, segnale esterno quando è indicativo, dall'organizzatore quando l'hai dichiarato tu — e le stime hanno assunzioni esplicite e un intervallo, mai un punto secco.
Solco non calcola uno SROI e non pretende di farlo: monetizzare gli outcome richiede il coinvolgimento degli stakeholder e scelte metodologiche che nessun software può prendere al posto tuo. Quello che ti dà è la base fattuale su cui uno SROI, il giorno in cui deciderai di farlo, potrà poggiare senza partire da zero. Per vedere che forma ha con i dati della tua ultima edizione, prenota una demo.
Domande frequenti
Che cos'è lo SROI di un evento culturale?
Lo SROI (Social Return On Investment) è un rapporto fra il valore sociale generato da un'attività e le risorse investite per realizzarla, espresso in forma monetaria. Un indice di 3,2 significa che a ogni euro investito corrispondono 3,20 euro di benefici stimati per gli stakeholder. È una stima costruita su proxy finanziarie, non un dato contabile.
Come si calcola lo SROI di un festival?
In sei passaggi: definisci il campo d'analisi e identifica gli stakeholder, mappa i cambiamenti che l'evento produce su ciascuno, metti in relazione risorse investite e risultati, attribuisci un valore finanziario agli outcome tramite proxy, sottrai ciò che sarebbe avvenuto comunque (deadweight) e ciò che hai semplicemente spostato (displacement), infine condividi e verifica i risultati con gli stakeholder.
Quanti sono i principi dello SROI?
Social Value International ne mantiene otto: coinvolgere gli stakeholder, capire cosa cambia, dare valore alle cose che contano, includere solo ciò che è materiale, non sovrastimare, essere trasparenti, verificare il risultato ed essere responsivi. La letteratura SROI più datata ne elenca sette: l'ottavo, «be responsive», è stato aggiunto come principio di gestione.
Esiste un esempio italiano di SROI applicato a un festival?
Sì: il Festival Verdi di Parma riporta un indice SROI di 3,2 — ogni 10 euro investiti hanno indotto benefici per gli stakeholder stimati in almeno 32 euro. L'analisi nasce dal percorso di rendicontazione della Fondazione Teatro Regio di Parma con l'Università di Parma, avviato nel 2017 con l'Osservatorio permanente del Festival.